Il processo di laminazione

Il vetro stratificato è solitamente la composizione di due o più fogli di vetro, uniti assieme con uno o più intercalari di materiale termoplastico (PVB), mediante un processo a caldo e sotto pressione.

Il PVB agisce come adesivo e separatore tra le lastre di vetro, modificandone le prestazioni meccaniche, termiche ed acustiche.

Le lastre di vetro da laminare che alimentano la linea produttiva vengono innanzitutto lavate ed asciugate, per eliminare il rischio di bassa adesione e di delaminazioni localizzate nel prodotto finito.

Successivamente, all'interno di un ambiente climatizzato, avviene la stesura dei fogli di PVB tra le lastre di vetro, in funzione della tipologia di prodotto desiderata, per mezzo di un ponte automatico. Vengono poi asportate con macchinari di taglio automatici le eccedenze di PVB rispetto alla dimensione finale della lastra.

La lastra multistrato assemblata passa quindi all'interno di un primo forno di riscaldamento, dove viene preriscaldata a 30°C e calandrata per favorire il processo di deaerazione, eliminando quasi tutta l’aria presente tra il PVB e le lastre di vetro.

In un secondo forno di riscaldamento la temperatura sale a 60°C, per completare il processo di deaerazione ed attivare le proprietà adesive del PVB. Sempre durante questa fase, la lastra multistrato passa sotto altre calandre, che completano la sigillatura ai bordi ed impediscono l’entrata di aria prima dell’autoclavatura (si effettua un esame visivo per valutare la riuscita del processo).

Le fasi di un ciclo di autoclave sono la pressurizzazione, il riscaldamento, il mantenimento, il raffreddamento e la depressurizzazione. Al termine del ciclo, il vetro laminato ha completato il processo produttivo e viene sottoposto ai controlli di qualità, per determinarne la conformità ai requisiti normativi vigenti.

Successivamente viene imballato e versato a magazzino, pronto per essere venduto.