Processo del vetro tirato

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Processo del vetro tirato

Il processo del vetro tirato si articolava in tre fasi principali:

Laminazione del vetro fuso
Il vetro fuso veniva laminato per ottenere una lastra piana. Questa operazione poteva essere eseguita manualmente, facendo scorrere un rullo mobile sulla superficie del vetro per appiattirlo durante il raffreddamento, oppure facendo passare il vetro tra due rulli che producevano un nastro continuo.

Al termine di questa fase, la superficie del vetro risultava ruvida e segnata dal contatto con i rulli, rendendo la lastra opaca.

Molatura delle superfici
Successivamente, la lastra veniva sottoposta a molatura per ottenere due superfici parallele e uniformi. Nelle prime versioni del processo, ciascuna faccia veniva lavorata separatamente, con tempi molto lunghi.

Pilkington sviluppò il Twin Grinder, una macchina in grado di molare contemporaneamente entrambe le superfici della lastra, aumentando notevolmente la produttività. Durante questa lavorazione veniva asportato circa il 20% del vetro, trasformato in polvere e scarti destinati allo smaltimento.

Processo del vetro tirato

Lucidatura della lastra

Nell'ultima fase, la lastra veniva lucidata fino a ottenere un vetro perfettamente trasparente e privo di distorsioni ottiche, il risultato finale desiderato.

Come per la molatura, nelle prime versioni del processo la lucidatura veniva eseguita su una superficie alla volta, rendendo la lavorazione lunga e costosa. Solo dopo questa fase il vetro acquisiva le caratteristiche di qualità ottica richieste per gli impieghi più esigenti.

Informazioni tratte da The Glassmakers di T. C. Barker e Float: Pilkingtons' Glass Revolution di D. J. Bricknell,
oltre che da fonti aziendali interne.

La storia di Pilkington