Processo del vetro a cilindro
Processo del vetro a cilindro
Il processo del vetro a cilindro ebbe due principali varianti, che differivano per il metodo utilizzato per formare il cilindro di vetro.
Nella versione più antica, il cilindro veniva realizzato mediante soffiatura. Il vetraio iniziava formando una bolla di vetro all'estremità della canna da soffio. Una volta raggiunta la dimensione desiderata, la massa vitrea veniva riscaldata nuovamente in forno e fatta oscillare all'interno di una fossa con un movimento a pendolo, in modo da allungarla fino a ottenere una forma cilindrica. Questa tecnica richiedeva grande abilità artigianale e un notevole sforzo fisico.
La versione successiva (raffigurata nell'immagine) fu invece meccanizzata e consentiva di produrre cilindri alti fino a 13 metri. Il processo prevedeva l'immersione di un'anima metallica cilindrica nel vetro fuso, che veniva poi sollevata formando un lungo cilindro di vetro trasparente. Il principale vantaggio di questo metodo era la possibilità di ottenere lastre di maggiori dimensioni riducendo al tempo stesso l'intervento e la fatica degli operatori.
Processo del vetro a cilindro
In entrambe le varianti del processo, una volta realizzato il cilindro di vetro, questo veniva inciso lungo la sua lunghezza e aperto su un lato. Successivamente veniva adagiato sulla superficie opposta e trasferito in un forno, dove veniva nuovamente ammorbidito dal calore e progressivamente appiattito, mentre i bordi dell'incisione si aprivano verso l'esterno. In questo modo si otteneva una lastra di vetro piana e dai bordi regolari.
I principali vantaggi del processo erano, soprattutto nella versione meccanizzata, la riduzione della manodopera necessaria e la possibilità di ricavare lastre con bordi rettilinei, dalle quali era possibile tagliare facilmente pannelli di diverse dimensioni con una quantità minima di scarti.
Lo svantaggio principale era il rischio di danneggiare le superfici del vetro durante le operazioni di apertura e appiattimento del cilindro, con conseguenti difetti nella qualità finale del prodotto.
Informazioni tratte da The Glassmakers di T. C. Barker e Float: Pilkingtons' Glass Revolution di D. J. Bricknell, oltre che da fonti aziendali interne.